C’è un altro pangolino in Asia. Il pangolino dell’Himalaya (Manis aurita), si rivela essere una specie diversa dal pangolino cinese (Manis pentadactyla), e non una sua sottospecie. Quella che potrebbe sembrare solo una curiosità, una questione di tassonomia (cioè la disciplina che si occupa della classificazione degli organismi) rappresenta invece un riconoscimento importante per la protezione di uno dei mammiferi più minacciati del pianeta. Lo studio che lo appura è stato appena pubblicato su Communications Biology.
Un mammifero unico
I pangolini sono mammiferi appartenenti all’ordine dei Folidoti e sono diffusi solo in Africa e in Asia. Sono spesso descritti come formichieri “corazzati”: hanno musi allungati, code robuste e grandi artigli ricurvi, e si nutrono di formiche e termiti proprio come i formichieri. Ma la loro caratteristica distintiva è che sono ricoperti da scaglie sovrapposte di cheratina (la stessa sostanza delle unghie e dei capelli umani), quasi a sembrare delle grosse pigne ambulanti. Queste scaglie, però, sono anche uno dei motivi che li sta portando all’estinzione: alcune forme di medicina tradizionale attribuiscono loro proprietà curative, alimentando un mercato nero globale che rende il pangolino il mammifero più trafficato al mondo.







