Jannik Sinner si allena con un piccolo sensore applicato al braccio. Sul web si scatena immediatamente la curiosità: a cosa serve? È uno strumento medico? Un segreto per migliorare la performance? La risposta è semplice: monitora in tempo reale il glucosio. Nulla di particolarmente sorprendente nel mondo dello sport professionistico, dove ogni parametro fisiologico può fornire informazioni preziose sulla risposta dell’organismo allo sforzo. Più interessante è ciò che accade fuori dai campi da tennis. Negli ultimi anni il monitoraggio continuo della glicemia, nato per aiutare milioni di persone con diabete a gestire una malattia cronica complessa, è diventato un fenomeno di costume: influencer, appassionati di biohacking e celebrità. Tra i casi più noti c’è quello dell’attrice Gwyneth Paltrow, che ha mostrato pubblicamente l’utilizzo di questi dispositivi come strumento di ottimizzazione della salute. L’idea che si è diffusa è seducente: conoscere in ogni momento il proprio livello di glucosio consentirebbe di mangiare meglio, prevenire malattie, dimagrire, vivere più a lungo e persino migliorare la lucidità mentale. Ma è davvero così? Chi trae davvero benefici da questi strumenti? Serve agli sportivi?
Jannik Sinner e il sensore per il glucosio: perché monitorare la glicemia è diventato il nuovo trend
Jannik Sinner si allena con un piccolo sensore applicato al braccio. Sul web si scatena immediatamente la curiosità: a cosa serve? È uno strumento medico? Un...









