Jannik Sinner sembra essersi lasciato alle spalle i problemi fisici che lo hanno costretto a fermarsi al Roland Garros. Dopo un periodo di riposto, trascorso tra Montecarlo, dove vive, e la Sardegna in compagnia della fidanzata Laila Hasanovic, si è sottoposto a controlli medici già programmati, presso l’ospedale San Raffaele di Milano, ed è tornato ad allenarsi per Wimbledon. A incuriosire, è il dispositivo che porta al braccio. Si tratta di un Cgm, il Continuous Glucose Monitoring: un sistema che monitora continuamente il glucosio, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Assomiglia a un cerotto e serve per accertare se, in occasione di sforzi prolungati e in condizioni di caldo, ci sia il rischio di andare incontro a ipoglicemia. I dati rilevati dal sensore sono inviati su smartphone attraverso un’app.

Il Cgm è usato anche un altro tennista famoso, Sasha Zverev, vincitore proprio a Parigi. Ma nel suo caso la presenza del Cgm è dovuta al fatto che il tedesco soffre di diabete di tipo 1, quello congenito. In molti, dunque, si sono interrogati sul perché anche Sinner porti al braccio l’apparecchio di monitoraggio.L’intervista all’endocrinologa Annamaria Colao, Professore Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dal 2008, Direttore del Dipartimento Assistenziale Integrato di Endocrinologia, Diabetologia, Andrologia e Nutrizione presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.