Secondo l’Eurobarometro, l’81% degli italiani considera l’Unione europea un luogo sicuro in uno scenario internazionale sempre più instabile e l’indipendenza energetica una delle priorità assolute. I risultati della rilevazione Gli italiani si fidano dell’Europa, ma sempre meno del futuro. L’81% considera l’Unione europea un luogo stabile in uno scenario internazionale segnato da guerre e tensioni geopolitiche, ma prevalgono incertezza, pessimismo sul tenore di vita e, più che nel resto d’Europa, un diffuso senso di impotenza. È la fotografia dell’ultimo Eurobarometro pubblicato dal Parlamento europeo, lo strumento ufficiale di indagine dell’Unione europea che dal 1974 rileva con cadenza periodica opinioni, aspettative e percezioni dei cittadini europei sui principali temi politici, economici e sociali. OTTIMISMO EUROPEO, INCERTEZZA PERSONALE Secondo l’ultima rilevazione – effettuata tra il 9 aprile e il 4 maggio su un campione di 26.421 cittadini dei 27 Stati membri – il 63% degli italiani si dichiara ottimista sul futuro dell’Unione, una quota superiore alla media europea (58%). Allo stesso tempo, però, il 56% indica l’incertezza come lo stato d’animo prevalente, contro il 44% registrato nell’Ue. Sul piano personale prevale la cautela: il 68% ritiene che il proprio standard di vita resterà invariato nei prossimi cinque anni, il 19% teme un peggioramento e solo il 10% si aspetta un miglioramento. Dopo incertezza e speranza, la terza emozione più citata dagli italiani è il senso di impotenza (helplessness), indicato dal 39% degli intervistati, la quota più alta tra i 27 Stati membri. ITALIA VS EUROPA: LE PRIORITÀ A CONFRONTO Le priorità indicate dagli italiani divergono da quelle espresse nel resto dell’Unione. Per il 44% degli intervistati l’Ue dovrebbe concentrarsi innanzitutto sull’indipendenza energetica, sulle risorse e sulle infrastrutture, davanti a difesa e sicurezza (35%) e competitività (34%). Nella media europea, invece, il primo posto è occupato proprio da difesa e sicurezza (39%). L’indagine evidenzia inoltre che il 74% degli europei considera vantaggiosa l’appartenenza del proprio Paese all’Unione e che il contributo dell’Ue alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza è ritenuto il principale beneficio dell’integrazione europea. PIÙ EUROPA NELL’ERA DELLE CRISI Guerre, crisi geopolitiche, instabilità economica e il calo della fiducia degli europei nei confronti degli Stati Uniti fanno da sfondo ai risultati dell’indagine. Eppure la reazione non sembra essere un ripiegamento nazionale: il 75% degli europei considera oggi l’Unione un luogo di stabilità, il dato più alto dell’ultimo decennio, mentre nove cittadini su dieci chiedono maggiore unità tra gli Stati membri e il rispetto del diritto internazionale. Una dinamica che può essere letta anche alla luce del cosiddetto effetto rally ’round the flag, come spiega Il Foglio: quando cresce la percezione delle minacce esterne, aumenta il consenso verso l’istituzione ritenuta più capace di offrire protezione e stabilità.