Una prima metà dell’anno caratterizzata da scenari geopolitici in subbuglio, guerre su più fronti, alleanze instabili e, per ogni macro-fattore, conseguenze reali sulle vite dei cittadini a partire dall’impennata dei prezzi del comparto energetico e, a catena, arrivando a ul picco di inflazione e quindi all'aumento del costo della vita. A tracciare un quadro dettagliato sulle conseguenze in termini di opinione - e fiducia nelle istituzioni - dei cittadini europei ci pensa lo strumento dell'Eurobarometro. Un quadro che racconta come l’Italia guardi all'Europa come a un punto di riferimento in un contesto internazionale sempre più instabile, e allo stesso tempo come le priorità dei cittadini raccontino anche un Paese alle prese con preoccupazioni concrete: il costo della vita, la sicurezza economica e l'indipendenza energetica. Il dato più evidente riguarda la percezione dell'Unione europea. L'81% degli italiani considera oggi l'Ue "un luogo di stabilità in un mondo instabile", undici punti in più rispetto all'autunno 2025 e ben al di sopra della media europea del 75%. Cresce anche la richiesta di un'Europa più forte: il 71% degli intervistati ritiene che l'Unione debba avere un ruolo più incisivo nella protezione dei cittadini dalle crisi globali, mentre l'80% chiede che disponga di maggiori risorse per affrontare le sfide internazionali.Ma è osservando le priorità indicate dagli italiani che emergono gli scostamenti più significativi rispetto al resto dell'Unione. Tra gli ambiti su cui Bruxelles dovrebbe concentrarsi per rafforzare la propria posizione nel mondo - a detta dei rispondenti - spicca l'indipendenza energetica indicata come prioritaria dal 44% degli italiani: un dato in crescita di 13 punti rispetto alla precedente rilevazione e 9 punti sopra la media europea (35%), il divario più ampio registrato tra Italia e Ue tra tutte le priorità prese in esame.Le preoccupazioni economiche restano il tema dominante. Tra le priorità che gli italiani indicano di considerare vi sono inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita, al primo posto con il 51% delle risposte, in crescita di 11 punti, a fronte di un aumento di appena 4 punti nella media europea. Seguono economia e creazione di posti di lavoro (39%), sanità pubblica (32%) e difesa e sicurezza dell'Ue (31%).Stesso orientamento emerge quando agli intervistati viene chiesto quali cambiamenti migliorerebbero maggiormente la qualità della vita. La risposta più frequente riguarda la situazione finanziaria e la capacità di far fronte alle spese quotidiane, indicata dal 37% degli italiani. Subito dopo vengono la salute fisica e mentale (35%) e, a pari merito, la sicurezza pubblica e personale (35%), un tema che in Italia raccoglie un consenso significativamente superiore alla media europea (28%). Tra gli aspetti sui quali gli italiani mostrano una sensibilità maggiore rispetto agli altri cittadini europei spicca anche la qualità dell'ambiente, indicata dal 31% degli intervistati contro il 23% della media dell'Unione.Quella restituita da Eurobarometro è l'immagine di un Paese che continua a vedere nell'Unione europea un fattore di stabilità, ma che chiede risposte concrete. Primo tra tutti, sull'aumento dei prezzi e sul costo della vita.