di

Marco Bonarrigo

La prova straordinaria di Marcell a Eisenstadt, in Austria, corsa con 4.1 m/s di vento alle spalle, è equivalente ad un tempo di 9.82 nelle condizioni in cui a Berlino il giamaicano fece registrare il record mondiale di 9.58 (vento di 1 m/s)

Che a un mese e mezzo dagli Europei di Birmingham, Marcell Jacobs stesse navigando sulla rotta giusta per il terzo titolo continentale consecutivo sui 100 metri dopo Monaco 2022 e Roma 2024 lo si era capito nella progressione mostrata nelle prime gare stagionali. Ma quello visto ieri nel test sul doppio turno di gare in 90’ nel piccolo meeting di Eisenstadt, in Austria, è un Jacobs che impressiona.

Premessa importante: quella austriaca è una pista veloce e reattiva con spesso —come ieri — un bel vento a favore sul rettilineo finale. Jacobs e coach Paolo Camossi l’hanno scelta tre giorni dopo il probante 9”96 di Parigi in Golden League per testare il recupero in un impegno ravvicinato che simula quello dei Campionati.In una giornata fredda e piovosa (non il massimo per i muscoli di uno sprinter) ieri le folate erano costantemente sopra i tre metri al secondo tanto nelle due batterie che hanno preceduto quella del bresciano l’inglese Glave, il tedesco Ansaw e il sudafricano Van Nierkek sono scesi sotto i 10”. Ma quando Jacobs si è messo sui blocchi, il vento è sceso a 2,3 mt/sec, poco più del limite legale. Reattivo allo sparo, fluido nell’accelerazione e rilassato nel finale, il poliziotto ha chiuso in un impressionante 9”84, terzo tempo in carriera dopo quelli di semifinale e finale olimpica di Tokyo.Un’ora e mezza dopo, alle spalle dei finalisti la forza del vento ha scombinato tutto.