Una riflessione ampia sulla crisi della democrazia, sul futuro dei diritti umani e sul rapporto sempre più complesso tra tecnologia, potere politico e potere finanziario. È il cuore dell’intervento di Luciano Violante alla Scuola di politica “Conoscere per decidere”, nell’incontro dedicato ai grandi nodi del tempo presente e alle trasformazioni che stanno cambiando il modo stesso di intendere la partecipazione democratica.
Violante ha richiamato il lavoro svolto nel percorso formativo di quest’anno, incentrato sulla crisi della democrazia e sulle diverse interpretazioni dei diritti umani nelle varie aree del mondo. Uno dei temi da approfondire nel prossimo percorso, a suo giudizio, riguarda proprio il rapporto tra universalità dei diritti e contesti culturali: fino a che punto i diritti possono essere letti alla luce delle culture locali e dove, invece, deve restare fermo un nucleo comune valido per tutti?
La nuova transizione: il potere digitale
Nel suo intervento Violante ha proposto una lettura storica di lungo periodo. L’Occidente, ha ricordato, ha già attraversato grandi trasformazioni: il passaggio dall’assolutismo agli ordinamenti liberali e democratici e, successivamente, l’affermazione del capitalismo industriale. Oggi, secondo la sua analisi, siamo entrati in una terza transizione, segnata dalla nascita di un nuovo centro di potere fondato sull’intreccio tra tecnologie digitali, politica e finanza.







