Dal 10 al 12 luglio Corigliano Rossano (CS) ospiterà la Convention Nazionale delle Città dell’Olio “L’Olivo che unisce l’Italia. Comunità dell’Olio, Comunità di Valori“. Per la prima volta l’Associazione nazionale Città dell’Olio, che riunisce 557 enti pubblici impegnati nella valorizzazione dell’olivicoltura italiana, unisce all’Assemblea Annuale dei Soci un momento di confronto, di approfondimento e di promozione: dei veri e propri Stati Generali dell’Olio con la Consulta degli Ambasciatori e le Comunità dell’Olio. Per questa prima Convention è stata scelta la Calabria e uno dei centri più importanti per l’agricoltura ed in particolare per l’olivicoltura.
I valori dell’olivicoltura
Nell’anno dell’80° anniversario della Repubblica Italiana, la Convention sarà dedicata ai valori costituzionali che l’olivicoltura rappresenta e custodisce: tutela del paesaggio, dignità del lavoro, coesione delle comunità e salvaguardia della biodiversità. Obiettivo dell’iniziativa è costruire una visione condivisa del ruolo dell’olivicoltura come leva di sviluppo sostenibile, rigenerazione dei territori interni e contrasto all’abbandono rurale. Momento centrale dell’evento sarà la stesura della Carta di Calabria, primo documento nazionale che definirà principi e impegni operativi delle future Comunità dell’Olio. Il testo nascerà da un percorso partecipativo che coinvolgerà amministratori, esperti, produttori, operatori turistici e cittadini, attraverso la Consulta degli Ambasciatori delle Città dell’Olio e tre tavoli tematici dedicati a comunità, biodiversità e inclusione. “L’olivicoltura non è soltanto una filiera produttiva ma un patrimonio civile che custodisce paesaggi, identità, lavoro e comunità – dichiara il Presidente delle Città dell’Olio Michele Sonnessa – nell’anno dell’80° anniversario della Repubblica dalla Calabria e grazie al sostegno della Regione e del Comune di Corigliano-Rossano, vogliamo affermare con forza che l’olivo rappresenta uno dei simboli più autentici dell’Italia dei territori e che i Comuni possono essere protagonisti di una nuova stagione di politiche pubbliche capaci di coniugare sostenibilità, partecipazione e sviluppo”.










