Pubblicato il: 08/07/2026 – 15:53
CATANZARO Tre giorni che trasformeranno la Calabria in un vero e proprio laboratorio nazionale in cui si discute del futuro dell’olivicoltura, mettendo attorno allo stesso tavolo amministratori, istituzioni, mondo della ricerca, imprese e operatori della filiera, protagonisti di un confronto sui temi più importanti dell’agenda politica dedicata all’olivicoltura: governance dei territori, tutela del paesaggio, biodiversità, lavoro e nuove generazioni, sviluppo dell’oleoturismo. Dal 10 al 12 luglio Corigliano-Rossano sarà la capitale italiana dell’olio e ospiterà la prima Convention nazionale delle Città dell’Olio: “L’Olivo che unisce l’Italia. Comunità dell’Olio, Comunità di Valori”. L’iniziativa è stata presentata oggi alla Cittadella regionale di Catanzaro dall’assessore all’agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, insieme all direttore generale dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, Antonio Balenzano, il direttore generale dipartimento regionale all’Agricoltura, Giuseppe Iiritano, il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi quale coordinare regionale Città dell’Olio. “La Calabria – ha detto Gallo – è orgogliosa di ospitare la Convention Nazionale delle Città dell’Olio, un appuntamento che riconosce il valore strategico dell’olivicoltura non solo come comparto produttivo, ma come patrimonio identitario, ambientale e culturale dei nostri territori. La stesura della Carta di Calabria rappresenta un’occasione importante per affermare una visione condivisa che mette al centro la tutela del paesaggio, la biodiversità, la qualità del lavoro e lo sviluppo delle aree interne”. Cuore dell’evento sarà la Carta di Calabria, il primo documento nazionale destinato a definire principi, obiettivi e impegni condivisi per la nascita delle future Comunità dell’Olio, una rete che metterà in relazione amministrazioni locali, imprese agricole, operatori turistici, associazioni, università e cittadini per costruire un nuovo modello di sviluppo dei territori olivicoli italiani. Nell’anno dell’80° anniversario della Repubblica Italiana, la Carta di Calabria propone una riflessione sul ruolo dell’olivicoltura come patrimonio civile e costituzionale, capace di tenere insieme tutela del paesaggio, biodiversità, dignità del lavoro, coesione sociale e sviluppo sostenibile delle aree interne. La Convention – promossa dalle Città dell’Olio con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, il sostegno di Regione Calabria e Comune di Corigliano-Rossano – rappresenta il principale appuntamento annuale dell’Associazione che riunisce 557 enti pubblici italiani. “La Convention nasce dalla convinzione che l’olivicoltura non sia soltanto una filiera produttiva ma un patrimonio civile che custodisce paesaggi, identità, lavoro e comunità – ha dichiarato il Presidente delle Città dell’Olio Michele Sonnessa –. Dalla Calabria vogliamo lanciare un messaggio nazionale: investire nell’olivicoltura significa investire nel futuro delle comunità”. “Siamo orgogliosi che Corigliano-Rossano diventi per tre giorni la capitale italiana dell’olivicoltura – ha dichiarato il sindaco Flavio Stasi –. La Convention rappresenta un’occasione straordinaria per trasformare il patrimonio olivicolo italiano in una piattaforma di coesione, sviluppo e cittadinanza attiva.”











