Tre giorni di profumi, piazze piene e una narrazione della terra completamente capovolta. Le strade e gli affacci della perla del Tirreno hanno ospitato l’anteprima dell’atteso festival agroalimentare internazionale, un evento strategico frutto della sinergia tra l’amministrazione regionale, il comune ospitante e i vertici di Arsac, con la guida culturale dei presìdi enogastronomici locali e nazionali. Dal 19 al 21 giugno, ben 150 artigiani del cibo hanno dialogato con turisti e appassionati, registrando il tutto esaurito per i laboratori dedicati ai più piccoli e per le sessioni di cucina dal vivo. La rassegna ha dimostrato come la varietà biologica del Mezzogiorno non sia un retaggio polveroso da conservare, ma un ecosistema vivo e in continua evoluzione, plasmato da secoli di scambi e culture.

La Calabria traino del Mezzogiorno agricolo

L’ottima riuscita del weekend ha confermato la maturità organizzativa del territorio e la capacità di presentarsi uniti sui grandi palcoscenici commerciali e culturali. A tracciare il bilancio politico ed economico dell’iniziativa è l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha manifestato piena vicinanza al tessuto produttivo locale: “Sono molto soddisfatto. Tropea ha accolto nel migliore dei modi questo evento, sono soddisfatte anche le aziende che fanno bene il loro lavoro nei loro campi e nei loro laboratori e che qui hanno avuto modo di raccontarsi e incontrarsi. È il simbolo di un Sud che collabora, che lavora in sinergia, con la Calabria in testa. Vantiamo un primato sulla biodiversità, e a Tropea abbiamo dimostrato grande capacità organizzativa: Terra Madre 2026 si è aperta a Tropea con il ricordo di Carlo Petrini e ci prepariamo ad essere tutti presenti a Torino. Ringrazio Slow Food, che ha voluto condividere questa esperienza, che vorremmo ripetere e rilanciare nella nostra regione e che nell’immediato vogliamo rivivere a Torino insieme, perchè l’eticità, la biodiversità, la sostenibilità fa della Calabria una regione straordinaria”.