Pubblicato il: 02/07/2026 – 9:00
di Fabio Benincasa
COSENZA “PMI: Sud, Italia ed Europa alla sfida del futuro“. E’ il titolo scelto per il primo Forum del Mezzogiorno organizzato da Confapi Calabria e ospitato nell’Aula Caldora dell’Università della Calabria, venerdì 3 luglio 2026. Il presidente di Confapi Calabria e Vice Presidente nazionale, Francesco Napoli, ha anticipato – in una intervista al Corriere della Calabria – alcuni degli argomenti al centro dell’incontro. «Abbiamo scelto di partire dall’Università della Calabria, perché crediamo che il futuro nasca dall’incontro tra sapere, impresa e istituzioni. Chiederemo che il Sud venga considerato per ciò che realmente è: una delle più grandi opportunità di sviluppo dell’Italia e dell’Europa».
Quali sono oggi, secondo Confapi, i principali fattori che frenano la competitività delle PMI nel Sud Italia rispetto al resto del Paese e dell’Europa?
«Oggi la competitività delle PMI del Mezzogiorno non è limitata dalla capacità imprenditoriale, che rimane alta e spesso sottovalutata, ma dal contesto in cui le imprese operano. Il vero nodo è la qualità dell’ecosistema produttivo. Il primo elemento critico riguarda il capitale umano. Nel Sud Italia si registra ancora una forte difficoltà nel trattenere competenze qualificate, soprattutto giovani formati che spesso emigrano verso altre aree del Paese o all’estero. A questo si aggiunge un mismatch strutturale tra formazione e fabbisogni delle imprese, in particolare nei settori tecnici e digitali. Un secondo fattore riguarda l’accesso al credito. Le micro e piccole imprese restano le più esposte a difficoltà finanziarie e spesso non riescono a sostenere investimenti di medio-lungo periodo. Il terzo elemento è rappresentato dalla complessità amministrativa e dall’incertezza normativa, che continuano a incidere sulla velocità delle decisioni di investimento. In economia, il tempo è un fattore competitivo decisivo, e oggi il divario con altri sistemi europei si misura anche nella rapidità dei procedimenti. In una logica come quella che stiamo costruendo nel progetto “Calabria 2035”, il problema non è la mancanza di imprese, ma la difficoltà del sistema di presentarsi come un ecosistema investibile e competitivo a livello europeo».









