Contenuto tratto dal numero di giugno 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Tuttofood 2026 segna un punto di svolta per il settore agroalimentare italiano. L’edizione appena conclusa ha registrato numeri record e confermato l’ambizione di trasformare la manifestazione in uno dei principali hub internazionali del food business. Dietro questa crescita c’è una strategia che unisce sistema fieristico, istituzioni, imprese e partnership europee in uno scenario globale sempre più competitivo e complesso. Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, riflette sulle nuove dinamiche dell’export, sull’evoluzione del Made in Italy tra innovazione e sostenibilità e sulle sfide geopolitiche che stanno cambiando il mercato mondiale del cibo.
Tuttofood 2026 chiude con numeri record: che cosa racconta davvero questo salto di scala?
Racconta che in Italia e in Europa le operazioni di sistema e le alleanze strategiche si possono fare e sono l’unico modo per competere a livello globale. Questi risultati sono frutto della visione convergente dei nostri Azionisti e quelli di Fiera Milano, del ruolo del Governo che ci ha supportato sul piano tecnico ed economico tramite Maeci, Ice e Masaf, della partecipazione al progetto di tutta la Filiera Agroalimentare e delle imprese, della declinazione della partnership decennale che abbiamo con Koelnmesse e Anuga di Colonia, unita alla disponibilità di tutti di sposare una visione più contemporanea e sostenibile del settore. In più, mai come prima, l’aggiunta di numerosissime partnership con associazioni di categorie europee, ha conferito ulteriore spessore e contenuto internazionale a un’edizione destinata a esser ricordata come quella del definitivo “cambio di marcia.







