Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiUnione italiana food chiude il 2025 con un fatturato di 62 miliardi di euro, pari al 30% dell’alimentare trasformato e in aumento del 6,9%. A sostegno di questa crescita c’è un export che vale 25 miliardi di euro, su del 9,2%, coprendo il 42% delle esportazioni complessive dell’agroalimentare tricolore. Ma che i consumatori siano in Italia o all’estero, come nei mercati di riferimento Francia, Germania, Usa, Gran Bretagna e Spagna, arriva un alert specifico da parte dell’associazione confindustriale che riunisce 530 aziende: «immaginate una famiglia del 2050. Almeno in Italia, con ogni probabilità, sarà una persona sola nel 41,1% dei casi, una su tre avrà più di 65 anni e vivrà in città. Farà la spesa più spesso ma comprerà di meno, leggerà le etichette e sarà disposta a pagare di più per un prodotto di qualità». Consumato l’anno scorso oltre un milione di tonnellate di surgelati
All’assemblea annuale di Uif tornano centrali i temi del cambiamento sociale e della natalità
All’assemblea annuale di Unione italiana food, così, tornano centrali i temi del cambiamento sociale e della natalità con ripercussioni sugli stili di consumo. Motivo per cui l’associazione presieduta da Paolo Barilla investe una media di 3 miliardi di euro l’anno per innovare prodotti, processi e filiere. In concreto, significa che i formati del futuro saranno soprattutto monoporzioni, mini-pack, piatti pronti di qualità perché non solo si restringono le famiglie ma cala anche il tempo dedicato alla cucina (-13% rispetto al 2019). Da qui la richiesta dei consumatori di prodotti che comportano minor spreco e maggior praticità.






