Gentile Direttore, il fatto che in questo periodo abbiamo avuto un caldo record in tutta Europa e non (per il momento) nel resto del mondo, mi ha indotto a riflettere su una possibile causa, che ho visto però evidenziata anche da uno studio di carattere scientifico, condotto sulla città di Calcutta. I pannelli solari installati sui tetti delle abitazioni di quella città producono energia elettrica che non inquinerebbe, come quella tanto demonizzata prodotta dai combustibili fossili, ma surriscaldano notevolmente l'ambiente durante le ore diurne. Mi sono chiesta: non è che le temperature torride delle nostre città (italiane ed europee) che durano da settimane, oltre al ricorrente anticiclone africano, sono oggi dovute al profluvio di pannelli solari che fungono da specchi che "infiammano" l'atmosfera dei nostri cieli e non consentono scontri in quota di correnti calde e fredde? Donatella Ravanello Jesolo
La risposta del direttore del Gazzettino, Roberto PapettiCara lettrice, mi pare di capire che lei non sia una fans delle fonti energetiche alternative, e in particolare degli impianti fotovoltaici. Credo che lei simpatizzi piuttosto per i tradizionali combustibili fossili. Tuttavia attribuire agli impianti solari la colpa dell'ondata di calore di queste settimane è davvero un po' esagerato. Lo studio che lei cita, in effetti, ipotizza che i pannelli solari potrebbero far aumentare fino a 1,5 gradi la temperatura diurna in alcuni periodi. Ma questo nello scenario, del tutto irreale, di una città completamente coperta da impianti fotovoltaici. Oltretutto l'aumento diurno, dice lo stesso studio, sarebbe bilanciato, in virtù di un fenomeno scientifico, da una riduzione notturna del caldo di 0,6 gradi. Mentre ciò che ha pesato in queste settimane sono state proprio le temperature acute notturne. Non solo. Se i pannelli avessero davvero l'effetto surriscaldante che lei sospetta, la Germania, che ha oltre il 50% degli impianti fotovoltaici presenti in tutta Europa, in queste settimane avrebbe dovuto andare a fuoco. Mentre a "bruciare" è stata in particolare la Francia, cioè uno dei paesi che si affida meno all'energia solare. Sono quasi certo che queste mie considerazioni non le toglieranno il dubbio, nè credo modificheranno la sua convinzioni sugli impianti fotovoltaici. Che, le confesserò, nemmeno a me, almeno dal punto di vista estetico, piacciono molto. Ma garantiscono il 7% del nostro fabbisogno energetico. E dunque anche una buona parte dell aria condizionata che ci ha consentito in questi giorni di difenderci dal grande calco.












