C'è un pezzo di Maremma che galoppa tra le colline di Valleandona e Casabianca e che, da qualche tempo, ha preso la strada di Roma. Una storia che parte dal cortile di casa dell'ex capitano del Palio Riccardo Berzano e arriva fino alla tenuta presidenziale di Castelporziano, dove il suo Titano è stato chiamato a svolgere un compito speciale: contribuire alla selezione dei cavalli destinati ai corazzieri. Titano è il primo stallone maremmano nato e allevato fuori dalla Maremma a essere scelto per la "razzetta" dei carabinieri. Un primato che riempie d'orgoglio Berzano, veterinario di 68 anni, capitano del Palio dal 1996 al 2000. La passione per la Maremma «Ho allevato purosangue e mezzosangue, poi la passione per la cultura maremmana mi ha conquistato. Frequento quei luoghi da decenni, lì mi conoscono tutti. All'inizio tenni un cavallo quasi per scherzo, poi mi accorsi di avere tra le mani uno dei migliori». Quel cavallo era Gran Rio. Da lui e da Somalia, fattrice proveniente dalla tenuta di Alberese, nacque una linea di sangue che negli anni avrebbe regalato a Berzano tre vittorie alla mostra nazionale del cavallo maremmano. Una strada percorsa fuori dagli schemi. «Il maremmano è un cavallo da mandria, ma i miei fanno cose strane: salto ostacoli, alta scuola, dressage. Abbiamo sempre cercato di valorizzarne le qualità». Tra i figli di Gran Rio e Somalia c'è anche Titano. L'ultimo. Nato alle 18,30 di una sera del 2007, nel cortile dell'allevamento intestato a Stefania Rosso, storica collaboratrice di Berzano. Due anni più tardi avrebbe conquistato la categoria puledri alla mostra nazionale di Canino, per poi imporsi nel 2017 tra gli stalloni. Nel frattempo aveva superato le prove attitudinali previste per verificare la capacità di trasmettere e migliorare le caratteristiche della razza. Poi, all'inizio di quest'anno, la telefonata inattesa arrivata da Roma. La stagione della monta «Mi hanno contattato i Carabinieri perché cercavano uno stallone per la stagione di monta. I cavalli utilizzati dai corazzieri devono avere caratteristiche particolari: servono soggetti grandi e strutturati, perché anche il più basso dei cavalieri supera il metro e novanta». E Titano, il nome, a posteriori, sembra quasi un destino. «Sembrava che sapessi già tutto quando l'ho chiamato così», sorride Berzano. Le misure, del resto, impressionano: un metro e 83 al garrese, oltre 900 chilogrammi di peso e una circonferenza dello stinco fuori dal comune. «È praticamente una montagna. Ha diametri un po' esagerati, ma proprio per questo è un soggetto d'élite». Da marzo si trova nella razzetta di Castelporziano, in monta brada insieme a cinque o sei fattrici. Rimarrà fino alla fine di agosto, poi il suo futuro verrà valutato. «Per me è una soddisfazione enorme. È un po' come essere fornitori della Ferrari. Pensare che quel cavallo è nato nel mio cortile e oggi è lì, al servizio di una delle istituzioni più prestigiose del paese, fa un certo effetto». Nel suo allevamento oggi vivono sei cavalle e un solo maschio. Pochi esemplari, selezionati con pazienza e con una filosofia precisa. Perché, assicura Berzano, dietro l'immagine rustica del cavallo maremmano si nasconde un animale capace di creare un legame speciale con l'uomo. «Hanno fama di essere cavalli difficili perché un tempo vivevano allo stato brado e venivano catturati e domati. In realtà sono molto padronali». E ora, tra quelle colline astigiane dove la Maremma sembrava soltanto un sogno coltivato per passione, è nato il primo stallone capace di abbattere un altro confine.
Titano, animale d’élite: galoppa fino a Roma per fare lo stallone dei cavalli dell’Arma
È stato allevato per passione dall’ex capitano del Palio Berzano. Nato in un cortile di Valleandona nel 2007 oggi è una montagna












