MIRA (VENEZIA) - «Ho nuove foto da vendere, di una 2011. Ho 120 foto e video». E i file arrivano, uno dopo l'altro, una lunghissima sequenza di invii, in totale sono persino di più, sfiorano quota 160. «Mi fa pena, quella lì», insiste lui in uno sberleffo, tra una risata e l'altra. Chi si trova dall'altra parte della chat però non ride, anzi si spaventa: cancella i file dal telefonino, ma non riesce a eliminarli dai server; allora decide di raccontare tutto ai genitori, agli amici, alle forze dell'ordine, screenshot alla mano. E scoppia il caso.

Nelle scorse settimane un ragazzo appena maggiorenne è stato raggiunto dalle forze dell'ordine che gli hanno contestato il reato di revenge porn e, a seconda di quello che emergerà dagli approfondimenti, di produzione, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. La vicenda ha avuto luogo nel Miranese, lo scambio su whatsapp risale ai primi di marzo, un mese dopo alla porta del giovane si sono presentati i carabinieri, che hanno sequestrato tutti i dispositivi elettronici del 18enne. Nei suoi archivi digitali, ancora sotto setaccio, è stato trovato almeno un video che mostra una ragazzina di neanche 15 anni, ma sarebbe solo l'inizio visto che, a detta degli stessi amici a cui il giovane voleva vendere tutto, il "campionario" completo comprenderebbe anche foto di bambine in tenerissima età - la stima è di almeno 170 immagini e filmati.LA VENDETTA SULLA EX La prima vittima di questa vicenda sarebbe proprio una giovanissima di due anni più piccola del 18enne accusato: i due si erano frequentati nel 2023, poi lei aveva deciso di interrompere il rapporto, riconoscendo nel fidanzatino dei segnali allarmanti. Una lettura fin troppo precisa, visto che lui aveva risposto alla rottura inviandole uno scatto in cui si puntava un coltello alla gola. La questione era subito stata segnalata alle autorità e, in misura diversa, entrambi i ragazzini erano stati assistiti da specialisti. Tra i due, poi, non c'era più stato alcun contatto - anche se per la 14enne non sono mancati gli strascichi a livello sociale, già così tanto pesanti da costringerla a cambiare frequentazioni. A distanza di due anni, però, l'incubo ha cambiato forma: alcune foto che la ragazza aveva inviato durante la loro frequentazione avevano cominciato a circolare, assieme ad altre immagini, sia rubate a lei a sua insaputa, sia di altre minorenni.Ormai 18enne, il giovane è stato denunciato a più riprese, ma questo non sembra mai averlo fermato. A raccontare tutto alla ex fidanzatina, un'altra giovane, che l'ha contattata a inizio marzo dopo che il suo ragazzo si era visto proporre centinaia di foto intime dall'amico; lui ha rifiutato, ma quello gliele ha inviate comunque, con il risultato di farle finire sul suo cloud personale. Nei primi giorni di aprile il blitz dei carabinieri: il 18enne allora sembrava quasi «impazzito», tanto che gli amici temevano «una sua reazione». Contro il ragazzo potrebbero esserci due diverse accuse: non solo quella di aver diffuso materiale sensibile che aveva ottenuto nell'ambito di un rapporto intimo e che sarebbe dovuto essere riservato a quel solo ambito - il cosiddetto revenge porn - ma anche quella di produzione, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, a seconda di cosa verrà trovato nei suoi dispositivi.