MIRANESE - Una misura cautelare per il ragazzo appena diciottenne e un'attenzione particolare anche per il fratello maggiore, che già in passato si era mostrato aggressivo, facile alla minaccia. In attesa che vengano formalizzati i capi d'imputazione contro il giovane miranese accusato di revenge porn e di produzione, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, la procura di Venezia si appresta a valutare le richieste dei legali della sua ex fidanzatina, ritratta in alcuni dei video e delle foto che il ragazzo avrebbe cercato di vendere agli amici, tre anni dopo la fine della loro storia.

La famiglia della 16enne (che all'epoca degli scatti e dei filmati di anni ne aveva appena 14) si è rivolta ai legali Paolo Toscano ed Elvira Caporale, del foro di Salerno: lo studio, specializzato in casi di criminalità organizzata, vanta anche un reparto dedicato proprio all'assistenza delle vittime dei reati da "codice rosso". I due avvocati hanno deciso di richiedere una qualche forma di protezione aggiuntiva nei confronti della minore, vista anche la reazione del 18enne dopo che gli erano stati sequestrati cellulare e tablet: il giovane «era iperattivo», stava «impazzendo», secondo quanto riportato nelle denunce di un mese fa; in passato non aveva esitato a tirare fuori il coltello, mentre suo fratello era arrivato a minacciare di morte la ragazzina e i suoi parenti dopo la rottura, nel 2023 (e lui, tre anni fa, era già maggiorenne). «HO 120 FOTO DA VENDERE» Il caso è scoppiato a fine marzo, con la denuncia per detenzione di materiale pedopornografico ai danni di un amico del giovane oggi sotto accusa. I file gli erano stati inviati in blocco - 156 in tutto - dopo una prima proposta: «Ho nuove foto da vendere, di una 2011. Ho 120 foto e video», gli aveva scritto l'altro, prima di mandargli tutto comunque, anche senza un pagamento. L'amico aveva cancellato tutto, ma immagini e filmati erano rimasti nel cloud. Tra tutto quel materiale, alcuni scatti che la ex fidanzata aveva condiviso durante la loro frequentazione, ma nel mucchio ci sarebbero stati anche video ripresi a sua insaputa e immagini che ritraevano altre minorenni. Le tensioni, in realtà, c'erano state già al momento della separazione, tanto che entrambi i ragazzini erano stati seguiti da specialisti: lui aveva inviato una foto in cui si puntava un coltello alla gola, il fratello aveva aggredito a parole la famiglia di lei. A distanza di quasi tre anni la diffusione di foto intime - regalate o rubate - ha fatto ripiombare la 16enne in un incubo da cui già faticava a restare fuori. Ecco perché, in attesa degli sviluppi giudiziari, i legali della famiglia vogliono tutelare in ogni modo la ragazza.