Pavia. Prosegue la battaglia contro la decisione del Comune di trasferire parte del campo sinti di piazzale Europa in via Aschieri, a Pavia Est. Non si fermano i 61 cittadini e le numerose imprese che fanno parte del gruppo Colombarone Pavia Est. E non si ferma la società Logale srl di Pavia, proprietaria di un’area che si trova proprio accanto a via Aschieri. Dopo i due ricorsi al Tar, ora decidono entrambi di ricorrere in appello al Consiglio di Stato contro il provvedimento cautelare del Tribunale amministrativo regionale, che ancora non si è pronunciato sul merito ma che aveva respinto la richiesta di sospensiva di residenti, imprese e proprietario del terreno. Appello a cui intende opporsi Palazzo Mezzabarba che, dopo aver incassato un primo punto a proprio favore sull’istanza cautelare, ha già conferito l’incarico al legale di resistere al Consiglio di Stato. Il braccio di ferro In un quadro giudiziario che, tra ricorsi e controricorsi, si fa sempre più complicato, resta chiaro il fatto che nessuno intende cedere. A partire dal Comune che intanto va avanti, approvando il progetto esecutivo, dal costo di 590mila euro, e dando il via alla procedura per appaltare i lavori che porteranno alla realizzazione di un nuovo Campo Sinti a Pavia Est. Qui si dovranno temporaneamente spostare 38 persone appartenenti a 13 nuclei familiari che abitano nella parte di campo tra la ex piscina e Palazzo Esposizioni. Piscina che la giunta intende riqualificare, realizzando un parco acquatico inserito all’interno del mega progetto Waterfront. La vicenda inevitabilmente presta il fianco alle contestazioni della minoranza. Il capogruppo di FdI Nicola Niutta infatti parla di «grande pasticcio» e punta l’indice sugli oltre 16mila euro che l’ente comunale spenderà solo per resistere nel ricorso d’appello. «Soldi che si devono aggiungere ai 590mila euro che verranno spesi per spostare temporaneamente a Pavia Est la comunità sinta - spiega Niutta -. L’amministrazione sta procedendo con Waterfront in modo disorganico e, al netto dello slittamento a fine 2027 concesso da Regione Lombardia, non ha ancora trovato il privato che realizzerà e gestirà la piscina. Credo comunque che il trasferimento sia indipendente dallo stesso Waterfront. Restano forti le nostre perplessità sulle modalità, sulle scelte intraprese e sul denaro speso per un intervento che sarà provvisorio. Però abbiamo delle certezze: i pavesi pagheranno circa 600mila euro per opere di urbanizzazione al Bivio Vela e per ricorrere al Consiglio di Stato contro altri cittadini». La class action di residenti e imprese intende fermare il trasferimento in via Aschieri, collocazione che, si legge nell’atto di 55 pagine, «è completamente fuori contesto, oltre che fuori dal tempo», non in linea con le indicazioni europee e nazionali che vogliono il superamento dei campi nomadi. Stesso obiettivo per la Logale Srl che, nel ricorso, aveva evidenziato l’inopportunità e l’irragionevolezza del provvedimento comunale, e sollevato un problema di carattere urbanistico in quanto era stata ignorata la legge regionale che impone, in caso di insediamento di nuovi campi nomadi, la modifica del Pgt.