A Pavia la questione legata ai sinti continua a tenere banco. Nei mesi scorsi vi avevamo raccontato della diatriba tra il vicesindaco, Alice Moggi, e il segretario generale del comune di Pavia, Mario Spoto, con la prima che parlava della regolarità del campo rom, posizionato sul Lungoticino cittadino, mentre il secondo evidenziava l’abusività dell’insediamento. E così, dopo un breve periodo di apparente calma, è stato il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, a riaprire la botola sul caos. «Il centrosinistra spenderà un milione di euro per creare il terzo campo nomadi a Pavia», ha dichiarato il leghista a La Provincia Pavese. Si perché la giunta, guidata dal sindaco del Pd Michele Lissia, senza vagliare alcuna ipotesi alternativa dal giorno alla notte ha stanziato un milione e 50mila euro per spostare parte dell'insediamento, circa una quindicina di famiglie, dalla zona attuale a Pavia est. «Hanno individuato una nuova area senza interpellare residenti e operatori, dal momento che in quella zona ci sono delle aziende», attacca Centinaio.

Sul fronte consiglio comunale, invece, uno dei più attivi è il segretario cittadino di Fratelli d’Italia Nicola Niutta. L’esponente di Fdi, ai nostri taccuini, evidenzia tutte le crepe dietro la vicenda. «Da un’amministrazione di sinistra che usa parole feticcio come tutela del verde, ambientalismo e consumo di suolo zero non ci si aspetterebbe un comportamento simile». Niutta evidenzia che per la realizzazione del nuovo campo bisognerebbe, sostanzialmente, «come primo intervento tirare giù un bosco, nella zona est della città, con flora e fauna di pregio. I dem, qui, hanno vinto le elezioni parlando di ecologia e poi si ritrovano, oltre a voler disboscare un'intera zona, per la creazione del campo a cementare costruendo strade, allacciamenti e piazzole».