Una dozzina di famiglie ha già fatto le valigie e ha abbandonato il campo. Un’altra dozzina se ne andrà a breve. Tutte le altre, almeno una cinquantina, stanno ancora trattando col Comune di Milano. Il Villaggio delle Rose di Chiesa Rossa, stando a quanto risulta a Libero, sarà definitivamente chiuso tra la primavera e l’inizio dell’estate. In cambio, i rom che hanno accettato le alternative proposte da Palazzo Marino, ovvero case popolari in regime Sat (Servizi abitativi transitori) al di fuori delle canoniche graduatorie, riceveranno anche un contributo economico per affrontare le prime spese: si parla di cifre che vanno dai 900 ai 1.500 euro a nucleo famigliare. Il premio del Pd a chi per oltre vent’anni ha calpestato sistematicamente le leggi dello Stato italiano producendo buchi da centinaia di migliaia di euro per utenze e bollette non pagate.
Nessuno, qui, è in regola coi pagamenti. E mai lo sarà visto che la fallimentare esperienza è al capolinea. Ieri, al civico 351 di via della Chiesa Rossa hanno fatto capolino i servizi sociali del Comune per un altro sopralluogo con le famiglie (un’ottantina in totale) da smistare nelle varie periferie della città, laddove i problemi già non mancano tra occupazioni abusive, spaccio e degrado. Eppure si tratta di un film già visto dopo lo smantellamento dei campi di Vaiano Valle e Bonfadini, coi quartieri in rivolta per l’arrivo forzato dei rom. Sarà così anche stavolta, con l’aggravante della nomea di Chiesa Rossa. Negli anni, infatti, a queste latitudini si sono registrati assalti ai corrieri, sparatorie, truffe, furti di furgoni, computer e tablet, con le forze dell’ordine sempre impossibilitate a mettere piede dentro il campo per recuperare le varie refurtive. L’ultimo episodio ha visto persino un’automobilista speronato da due pirati nomadi inseguiti dai vigili di Rozzano e poi fuggiti nell’insediamento.







