HomeBolognaCronacaImmigrazione illegale. Soldi per falsi permessi. Tre persone in carcereIngressi clandestini con attestazioni di lavoro fasulle. Scattano otto misure cautelari per cingalesi e italiani.Ingressi clandestini con attestazioni di lavoro fasulle. Scattano otto misure cautelari per cingalesi e italiani.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn giro di false attestazioni di domicilio e impiego, volte a favorire l’immigrazione clandestina di almeno una cinquantina di persone dallo Sri Lanka, Bangladesh e Marocco in Italia è stato smantellato ieri dalla squadra mobile della questura di Bologna che, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm Tommaso Pierini, ha eseguito otto misure cautelari. Questo è quanto emesso dal gip del Tribunale, di cui tre in carcere, tre agli arresti domiciliari e due misure interdittive nei confronti di quelli che sono ritenuti i procacciatori delle persone intenzionate a raggiungere l’Italia e Bologna dal proprio Paese d’origine.

L’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina trae origine dall’individuazione di un negozio di telefonia in via Marconi, ora posto sotto sequestro, e ritenuto essere in realtà lo snodo cruciale da cui tre indagati ora in carcere (tre cingalesi di 53, 51 e 57 anni) gestivano l’attività clandestina. Il meccanismo utilizzato dagli indagati, in tutto undici persone, sarebbe stato quello di inoltrare istanze mirate ad ottenere il nulla osta per l’ingresso di lavoratori stranieri in Italia, basando il tutto su rapporti di lavoro falsi e fasulli indirizzi di domicilio rilasciati sotto lauti compensi, che sarebbero arrivati ad essere anche di 18mila o 20mila euro per lavoratore. Una cinquantina in tutto le persone che, stando all’attività investigativa della Mobile, sarebbero ricorse a tale stratagemma, anche se, una volta a Bologna, questi venivano poi abbandonati a loro stessi senza alcun impiego reale.