Indagata per favoreggiamento l’amante di Faiez Selmi, il 38enne tunisino accusato di avere ucciso Tania Bellinetti, 47 anni e mamma di due figli, il pomeriggio dell’8 aprile dell’anno scorso alla Barca. La vittima è precipitata dal balcone di casa sua, al terzo piano di un condominio di via Tolstoj. Ieri, davanti alla Corte di Assise presieduta dal giudice Fabio Cosentino, pm Marco Forte, è iniziato il processo a carico di Selmi, che deve rispondere di omicidio volontario pluriaggravato dalla relazione affettiva con la vittima e dall’essere stato commesso in un contesto di maltrattamenti contro la persona con cui conviveva.
La donna, un’italiana, che aveva una relazione con Selmi, sarà chiamata come testimone nel corso del processo: sarà sentita con l’assistenza di un legale, in quanto indagata in un procedimento connesso. Il pm ha depositato alcune conversazioni intercettate durante i colloqui in carcere a fine 2025 tra il detenuto e la donna: per questi dialoghi la Corte ha disposto la trascrizione, attraverso una perizia che verrà affidata nella prossima udienza, il 29 settembre. Altra udienza fissata per il 3 novembre.
Selmi fuggì subito dopo la morte di Tania, quel pomeriggio: sarebbe stato aiutato proprio dalla donna che ora risulta indagata. Fu poi arrestato in Francia il 23 luglio. Si sono costituiti parte civile, ieri, i familiari di Tania - tramite gli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi - assieme alle associazioni Udi (Unione donne in Italia) e Sos Donna.






