Non più istigazione al suicidio, ma omicidio preterintenzionale. Cambia l'accusa nei confronti di Selmi Faiez, il 38enne tunisino, ex compagno di Tania Bellinetti, morta l'8 aprile a Bologna dopo essere caduta dal terzo piano della palazzina in cui abitava, in via Tolstoj, zona Barca. A riportare la notizia è l'edizione locale de Il Resto del Carlino. Selmi è ora accusato di aver avuto una parte attiva nella morte della compagna, pur non volendo che si giungesse a quel tragico epilogo. Il 3 ottobre il pm Marco Forte, che coordina le indagini della polizia, incontrerà l'indagato e il suo difensore, l'avvocato Roberto D'Errico, per chiedergli se accetta di essere processato per questo nuovo capo di imputazione.
Un passaggio necessario, legato al fatto che Selmi è stato fermato in Francia, dov'era fuggito, lo scorso 23 luglio, su mandato d'arresto europeo, non in merito alla morte della compagna, ma per la precedente accusa di maltrattamenti nei confronti di lei, per cui pendeva in Italia un ordine di carcerazione già dal 23 dicembre scorso.
Se l'indagato non accetterà di essere processato per l'omicidio, la Procura inoltrerà il verbale dell'incontro e tutti gli altri atti dell'indagine all'autorità giudiziaria francese, chiedendo un altro mandato d'arresto per il nuovo reato contestato. "Decideremo dopo l'interrogatorio - ha spiegato D'Errico - in base alle contestazioni del pubblico ministero". Nel frattempo sta per aprirsi il processo che vede l'uomo rispondere delle vessazioni alla ex compagna 47enne, con cui intratteneva dal 2018 una relazione fatta di alti e bassi.






