Durante l'interrogatorio di garanzia è rimasto in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere, il 38enne tunisino Selmi Faiez, indagato per maltrattamenti in famiglia e istigazione al suicidio ai danni della compagna Tania Bellinetti, la 47enne morta lo scorso 8 aprile a Bologna dopo essere caduta dal terzo piano della palazzina in cui abitava, in via Tolstoj, zona Barca.

L'interrogatorio davanti al gip di Bologna, Roberta Malavasi, si è svolto in videocollegamento dal carcere romano di Rebibbia, dove Faiez, assistito dall'avvocato Emanuele Federici, è detenuto dall'11 agosto, giorno in cui è stato riportato in Italia in seguito all'arresto avvenuto a Rennes, in Francia, il 23 luglio, da parte dell'Interpol, grazie alle informazioni condivise dalla squadra Mobile di Bologna.

Il 38enne era ricercato da mesi, dopo che a dicembre 2024 era stata emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti per il reato di maltrattamenti in famiglia.

In passato l'uomo era già stato condannato per maltrattamenti sulla donna. Oltre a questo, sulla morte di Tania Bellinetti la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di istigazione al suicidio, dove Faiez risulta indagato. Subito dopo la morte della donna, infatti, le indagini hanno accertato che il 38enne ha lasciato Bologna per raggiungere la Francia, con l'aiuto di una amica, attraverso il confine di Ventimiglia, arrivando poi nella città di Rennes dove è stato successivamente catturato.