È rimasta chiusa ieri la porta del dormitorio della Caritas e lo sarà per diverso tempo. È la prima volta dopo tanti anni in cui ogni sera quell’uscio si è schiuso e ha fatto entrare uomini senza fissa dimora o in difficoltà che avevano bisogno di essere accolti. "La nostra struttura aveva bisogno di un importante intervento di ristrutturazione e, finalmente, questo momento è arrivato - ha detto il direttore della Caritas diocesana, don Franco Tassone -. Non sarà un periodo facile, per diversi mesi non potremo offrire accoglienza nel dormitorio e questa consapevolezza ci rattrista. Ma sappiamo anche che è un investimento necessario: quando riapriremo, lo faremo con più forza, più energia e ancora più dignità".
L’intervento consentirà di aumentate i posti letto disponibili in modo da rispondere alla crescente domanda di aiuto. Dai quindici posti disponibili nel dormitorio di via Bernardino da Feltre di passerà a 25 con un investimento di 800mila euro, reso possibile dal contributo di diverse realtà e dalla generosità dei cittadini che hanno raccolto l’invito lanciato in occasione della Quaresima. "La nostra anima resterà la stessa - ha aggiunto don Franco -. Cambieranno gli spazi: avremo ambienti più confortevoli, più dignitosi e un numero maggiore di posti letto. Oggi chiudiamo una porta per essere ancora più capaci di prenderci cura delle persone nei prossimi mesi". A poca distanza dal dormitorio, è stato inaugurato prima della visita pastorale di Papa Leone XIV un centro d’ascolto in cui la Caritas vuole occuparsi a tutto tondo delle persone più fragili, a cominciare dalla loro salute, grazie ai totem che permettono di controllare diversi parametri.







