Il dormitorio pubblico ha chiuso i battenti e i senzatetto si sono ritrovati per strada. Il caso di Pietro, ultra settantenne, alcolista, gravemente malato, è emblematico. A lui, la Caritas ha detto che potrà avere un’accoglienza notturna da fine mese. I servizi sociali erano informati. Il problema è che l’uomo non ha trovato una soluzione per queste settimane: l’auto dove dormiva fino allo scorso anno gli è stata sequestrata. Un’abitazione non l’ha più da tempo e la pensione non gli basta per vivere. Così, la scorsa notte, ha dovuto chiedere una mano ai compagni di strada che lo hanno condotto in un tugurio. Con lui c’erano altri tre uomini che prima dormivano pure loro al dormitorio e ora si ritrovano con qualche coperta stesa a terra, tra sporcizia e topi.
"Anche quest’anno – spiega Alex Corlazzoli – mi faccio portavoce di queste persone. Continuo a trovare assurdo che si possa pensare che chi non ha dove dormire il 31 maggio improvvisamente trovi un tetto il primo giugno. Così come è assurdo che lo si lasci solo. È illogico che non si possa preparare un’accoglienza per i primi di giugno ma solo a partire dal 29. Dire che ci son le docce e un centro diurno serve a poco a chi non ha un tetto. L’indifferenza nasconde ma non risolve i problemi".P.G.R.







