TREVISO - «Abbiamo chiuso perché vogliamo riaprire, ma con più garanzie di sicurezza per gli operatori. La pausa che ci siamo presi è proprio per capire con quali modalità ripartire». Don Bruno Baratto, direttore della Caritas trevigiana, è perfettamente consapevole di dover gestire un periodo molto particolare. L'aggressione a un volontario della mensa, colpito lunedì sera al volto con un taglierino da un 29enne camerunense ora denunciato per lesioni aggravate ma a piede libero, è stata la goccia che ha fatto traboccare il baso. E don Baratto, appoggiato dal vescovo Michele Tomasi, ha deciso per un periodo di stop in modo da riordinare le idee e trovare soluzioni per ridurre i rischi al minimo.
Don Bruno, i servizi della Caritas e cominciare dalla mensa riprenderanno lunedì. Avete già deciso con quali sistemi di sicurezza? Telecamere, sorveglianza...
«È ancora presto per dirlo. Ci siamo dati questo tempo proprio per riflettere e confrontarci con chi può essere in grado di garantire una maggior sicurezza».
L'aggressione all'operatore non è stata un caso isolato...
«L'episodio in questione, per la sua gravità, è un caso isolato. In passato ci sono state aggressioni più a livello verbale che altro. È chiaro che è una piccola minoranza a creare questo tipo di difficoltà. Ma con 90-100 persone a sera la probabilità che questo accada è proprio alta».






