TREVISO - Armato di taglierino, ha ferito al volto un operatore della Caritas che voleva impedirgli di accedere alla mensa della Casa dell'accoglienza. Poi si è allontanato di corsa. Il 30enne moldavo è stato soccorso dai colleghi, dal 118 e dagli agenti delle volanti. È successo lunedì sera, alle 17.45, al centro di via Venier, di fronte al parcheggio Dal Negro. Un'aggressione deliberata e brutale compiuta da un 29enne camerunense già noto alle forze dell'ordine e agli stessi operatori per i suoi comportamenti violenti tanto da essere temuto anche dagli ospiti della struttura diocesana. La Caritas, nella giornata di ieri, ha deciso di sospendere temporaneamente, fino a lunedì, i servizi di ascolto, mensa, docce, lavanderia e servizi igienici fino a lunedì prossimo. «Dobbiamo riflettere come garantire una maggiore sicurezza agli operatori e ai volontari» ha spiegato il direttore della Caritas Tarvisina Bruno Baratto.

Il 29enne camerunnense, che la polizia ha già identificato e che procederà a denunciare per lesioni aggravate, non è solito dormire al park Dal Negro. Per ferire l'operatore ha usato una lama portata dall'esterno. La Caritas l'aveva già segnalato in altre occasioni per comportamenti non altrettanto gravi, ma comunque molto insistenti e talvolta aggressivi, specie verbalmente. «Si tratta di una persona che era stato più volte ospite qui l'anno scorso - spiega don Bruno Baratto, direttore della Caritas diocesana. - A un certo punto i servizi nei suoi confronti erano stati sospesi per una serie di comportamenti decisamente non adeguati. Più volte è tornato a chiedere di poter accedere alla mensa, ma abbiamo dovuto negarglielo. Ieri sera però è tornato ed è stato molto aggressivo: con un coltello ha ferito un operatore. Per fortuna non è successo nulla di grave, anche grazie alla prontezza di reazione». Lo straniero ha colpito l'operatore, un trentenne moldavo, ferendolo poco sopra il collo, all'altezza della mandibola. «A questo punto abbiamo deciso di trovare il modo di tutelare sia gli operatori che lavorano qui, sia i volontari sono circa un centinaio impegnati a turno sette giorni su sette, oltre naturalmente agli altri ospiti, che non c'entrano nulla con quanto accaduto. Anzi, stamattina si sono dimostrati solidali. Per il momento abbiamo sospeso solo il servizio notturno, per darci il tempo di capire come garantire la sicurezza e continuare le attività. Vogliamo proseguire secondo lo stile che abbiamo sempre avuto, senza trasformare questo luogo in qualcosa di eccessivamente "blindato", ma garantendo serenità a tutti: operatori, volontari e ospiti. Altrimenti non sarebbe la qualità di servizio che intendiamo offrire».