HomeRavennaCronaca"Nunziatina, la libertà prima di tutto"Commosso ricordo del sindaco Isola all’ultimo saluto alla staffetta partigiana, morta a cento anni nella notte fra sabato e domenicaCommosso ricordo del sindaco Isola all’ultimo saluto alla staffetta partigiana, morta a cento anni nella notte fra sabato e domenicaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"E questo è il fiore della partigiana". Le note di ‘Bella Ciao’ hanno accompagnato l’ultimo saluto della città alla staffetta partigiana Annunziata Verità, morta nella notte fra sabato e domenica all’età di cento anni, e sepolta ieri al cimitero monumentale di Faenza. Era una delle ultime testimoni viventi della Resistenza, una figura avvolta da un’aura mitica per il suo essere scampata alla fucilazione nell’agosto del ‘44, dopo una condanna emessa dai fascisti quale vendetta per un’azione compita dagli oppositori del regime. ‘Nunziatina’ fu l’unica sopravvissuta: colpita alle braccia e alla tempia, riuscì a trascinarsi nelle campagne e a fuggire, per poi unirsi di nuovo immediatamente ai gruppi partigiani.

Annunziata non nascose mai quel corpo ferito: "Mi ha detto più volte che non avrebbe mai perdonato i fascisti per quello che avevano fatto", l’ha ricordata il giornalista Claudio Visani, suo biografo e ispiratore della recente graphic novel dedicata alle sue gesta, il quale ha voluto tratteggiarne anche un ritratto più intimo, evidenziando "il grande affetto per i nipoti e per la badante che l’aveva a lungo assistita", ma anche la fierezza per quel suo corpo martoriato, per quella ferita sul braccio che niente avrebbe potuto cancellare, ma che in qualche modo la obbligava "a non rinunciare mai allo smalto", per ribadire come le appartenesse quell’esistenza che i fascisti avevano voluto spegnere, come se dovesse vivere anche la vita che il regime aveva tolto al suo compagno Marx Emiliani, al suo comandante Silvio Corbari, e al giovanissimo Achille Pantoli, lasciato paralizzato dagli squadristi, che conobbe giovanissima. Il presidente del’Anpi di Faenza Alberto Fuschini (Verità era presidente onoraria della sezione) ha scelto di non ricordare solo Nunziatina, ma anche i quattro innocenti che furono fucilati in quell’agosto di 82 anni fa: "Carlo Casalini, Emilio Nanni, Luigi Sangiorgi, Giuseppe Savini. Nunziatina cercò uno a uno i suoi aguzzini, nel dopoguerra, per gridare loro il suo essere sopravvissuta".