HomeRiminiCronacaCardellini, il dovere della memoria . L’orgoglio di sentirsi riminesiTrecento manifesti in città per ricordare la figura del grande giornalista scomparso vent’anni faTrecento manifesti in città per ricordare la figura del grande giornalista scomparso vent’anni faRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici’Tutti stanno tutti lì a litigare, soprattutto a settembre, su tutto, immaginando ogni volta che Rimini sia in crisi, affacciata sul baratro, destinata al declino, avviata al tramonto. Se ne sentono pochi che, travolti da una botta di orgoglio, di sano municipalismo, dicano: siamo i più forti. No, noi dobbiamo sempre essere in crisi per qualcosa, travolti dai problemi, sommersi dalle disgrazie, affogati dalle questioni. Fosse vero saremmo scomparsi da un pezzo’.

Potrebbe essere un ’pezzo’ uscito ieri sul Carlino. Invece Silvano Cardellini lo scriveva nel 2003. Segno che i riminesi non cambieranno mai, e che il giornalismo, quello vero, è qualcosa che si avvicina alla preveggenza, intesa come la capacità di vedere lontano. A vent’anni dalla scomparsa, Rimini celebra il giornalista riminese tappezzando la città con trecento manifesti che richiamano la sua ‘botta d’orgoglio’, lo scritto considerato il testamento civile del cronista che da lì a poco sarebbe scomparso, ma che sarebbe più corretto definire un atto d’amore. Cardellini condensa in 50 pagine l’essenza delle riminesità, non senza denunciare i tic e le contraddizioni, l’autolesionismo di una comunità che fatica a riconoscersi, con un’identità confusa. Il giornalista, che di ‘botte’ in carriera ne ha rifilate a ripetizione dalle colonne del Carlino, si aggrappa a quell’’orgoglio’ per restituire ai riminesi il senso di appartenenza. Lo fa teneramente, in modo asciutto com’era nel suo stile. Senza darlo a vedere. L’uomo è schivo, allergico ai riflettori e ai riti sociali. La sua penna è spesso corrosiva. Fa solo un’eccezione. Per Rimini.