PORDENONE - Una separazione burrascosa, con una coda giudiziaria che rischia di essere molto pesante per una 74enne della provincia di Pordenone. È stata condannata a un anno di reclusione per un caso di revenge porn, ovvero di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. Quelle, per la precisione, dell’ex marito nudo. La prossima settimana, inoltre, sarà giudicata per presunti maltrattamenti in famiglia, vittima sempre l’ex consorte. Ieri la donna è stata giudicata con rito abbreviato nell’udienza preliminare del gup Milena Granata. La difesa, l’avvocato Gaetano Vinci, era stato ammesso al rito alternativo dell’abbreviato, che ha comportato uno sconto di pena di un terzo. «Sono pentita - ha detto la donna prima della discussione - In quel periodo stavo male, oggi non lo rifarei». Il Pm nelle sue conclusioni aveva riconosciuto le attenuanti generiche, ma il gup ha evidentemente ritenuto che la vicenda fosse grave e ha inflitto un anno di reclusione subordinando la sospensione condizionale della pena alla frequentazione di un corso di recupero.

LA VICENDA La donna era accusata di aver inviato immagini erotiche del marito in una chat di WhatsApp. Una chat che riuniva un numeroso gruppo di amici che la coppia frequentava. Erano immagini destinate a rimanere nella sfera intima dei due ex coniugi, un gioco erotico che risaliva ai tempi in cui andavano d’accordo. La relazione si è poi incrinata ed è seguita la fase della separazione, molto conflittuale. Entrambi erano comunque rimasti membri della chat, utilizzata per frequentarsi e darsi appuntamento alle feste danzanti. Quando lei ha scoperto che l’ex coniuge aveva cominciato a frequentare una donna che faceva parte del gruppo, ha messo in atto quella che, per il Codice penale, è una vendetta a sfondo sessuale. Ha inviato foto e video intimi dell’uomo nella chat: messaggi rivolti alla nuova spasimante per metterla in guardia. LA VITTIMA L’ex marito si è costituito parte civile con l’avvocato Silvia Querini. Il giudice ha stabilito un risarcimento di 10mila euro per i danni patiti dalla vittima.