Il progetto contestato02 luglio 2026 alle 01:38Centinaia di manifestanti a Cala Finanza, nel mirino la Zes «atto di prepotenza verso i sardi»
Tutti in fila dalla Statale 125, ragazze, pensionati, signore barbaricine in nero, ambientalisti, indipendentisti, influencer, turisti con l’ombrellone e la bandiera dei Quattro Mori, sotto il sole cocente si va avanti, verso la spiaggia che guarda alla montagna in mezzo al mare. L’armata pacifica di Cala Finanza avanza, catena umana dalle otto di mattina a Porto San Paolo, ininterrotta, allegra e anche commovente, sino alla caletta davanti a Tavolara. Su Cala Finanza la si può pensare in tanti modi, ma qui nel sit-in organizzato contro l’operazione immobiliare dei brasiliani di JHSF Participações il concetto è uno: se si vuole fare qualcosa in Sardegna bisogna chiedere ai sardi.
Protesta al ritmo del ballu tundu, tutti in cerchio nel parcheggio sopra Cala Finanza. Uno striscione accoglie le persone arrivate a piedi dalla Statale, “Cala Finanza, patrimonio di tutti”. E ci sono tutti nello spiazzo che alle 10 è già arroventato dal sole. Arrivano alla spicciolata con le bandiere e piazzano banchetti e striscioni, Liberu, Surra, Sos Cala Finanza, Sardigna Natzione, Presidio Permanente del Popolo Sardo e poi esponenti e simpatizzanti di Legambiente, Wwf, Italia Nostra e Gruppo di intervento giuridico. Nel banchetto di Sos Cala Finanza ci sono le delibere, consultabili, del Comune di Loiri Porto San Paolo, a partire dalla contestatissima n. 50 del 2025, fresca di revoca. Il sindaco Francesco Lai ha deciso di annullare il provvedimento che rendeva possibile il cambio di destinazione d’uso della ex Villa Joy. Una ragazza legge tutto e poi dice: «A noi poco importa, noi protesteremo sino a quando lo Stato italiano non cancellerà la Zes, atto di prepotenza nei confronti dei sardi».












