In pochi giorni, due decisioni prese a Bruxelles e a Washington hanno ridisegnato i confini del sistema alimentare mondiale. Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sulle nuove tecniche genomiche (NGT), trasformando la maggior parte dei nuovi OGM in “piante convenzionali” per legge: niente valutazione preventiva del rischio, niente tracciabilità, niente etichettatura per consumatori e agricoltori.

Contemporaneamente, negli Stati Uniti, la Corte Suprema ha limitato le possibilità di ricorso delle vittime dell’erbicida a base di glifosato Roundup contro Bayer-Monsanto. Due decisioni che rispondono alla stessa logica corporativa: salvaguardare i profitti prima delle persone.

L’Unione europea ha presentato l’ok ai nuovi OGM come una modernizzazione delle regole, ma in realtà ha inferto un ulteriore colpo al principio di precauzione, proprio mentre la ricerca continua a evidenziare incertezze sugli effetti del gene editing fra cui il rischio di mutazioni indesiderate. Una contaminazione accidentale potrebbe inoltre trasformarsi in una controversia sulla proprietà intellettuale, trasferendo l’onere della prova sugli agricoltori. Il Parlamento ha infine respinto gli emendamenti che avrebbero garantito tracciabilità e limiti ai brevetti, cancellando il diritto di scelta di cittadini, agricoltori e filiere biologiche.