BRUXELLES – Ventuno organizzazioni italiane in difesa dell’agricoltura contadina, biologica, biodinamica e dei diritti dei consumatori e dei cittadini giudicano gravissimo il voto definitivo del Parlamento Europeo sulla proposta di Regolamento sulle piante OGM, prodotte con Nuove Tecniche Genomiche (NGT, ribattezzate TEA – Tecniche di Evoluzione Assistita dalla propaganda italiana). Un regolamento sostenuto caparbiamente anche dalle grandi associazioni agricole europee e nazionali contro gli interessi degli agricoltori. L’atto si inserisce nel contesto di una deregolamentazione trasversale promossa dalle istituzioni europee, con la scusa e la falsa credenza che si è cercato di diffondere, secondo la quale tutto ciò migliorerà la competitività.

Cosa sono gli NGT. Sono strumenti di biotecnologia di precisione applicati al DNA di piante e microrganismi per migliorarne la resistenza alle malattie o ai cambiamenti climatici, modificando geni già esistenti senza introdurne di nuovi e “non prevedono – si legge nelle spiegazioni che circolano in Rete – l'inserimento di geni di altre specie, come avveniva negli OGM tradizionali, ma accelerano mutazioni genetiche che avverrebbero comunque in natura, ma in tempi molto più lunghi”. Questi strumenti, hanno subito acceso un fitto dibattito sul fronte ambientale, politico ed etico nell'Unione Europea. Che però, come si vede, halla fine ha generato un voto che introduce una regolamentazione più “flessibile”, per usare un eufemismo.