I semi sono antenati viventi, essenziali per difendere la biodiversità e la nostra sovranità alimentare. Rappresentano l’eredità di migliaia di anni di selezione contadina. Un’eredità oggi minacciata dalle lobby dell’agrobusiness che ancora una volta tentano di inondare i nostri campi e i nostri piatti con organismi geneticamente manipolati per fare più soldi.Lo scorso 17 giugno il Parlamento europeo ha approvato la proposta di Regolamento sulle piante Ogm prodotte con Nuove tecniche genomiche. Una deregolamentazione totale priva di qualsiasi base scientifica che rappresenta un balzo indietro pericolosissimo per noi cittadini perché cancella la valutazione dei rischi, la tracciabilità, l’etichettatura degli organismi geneticamente modificati ottenuti con le cosiddette Ntg e le misure di protezione contro la contaminazione. Come se non bastasse, i Paesi dell’Ue non potranno più avvalersi della facoltà di vietare la coltivazione sul proprio territorio. Dovranno infatti consentire la circolazione delle Ntg nel mercato e nei nostri ecosistemi senza nessun monitoraggio prima e dopo la loro commercializzazione. Significa rinunciare al principio di precauzione al quale abbiamo giustamente legato le scelte potenzialmente dannose o rischiose per la nostra salute e per l’ambiente. Con la conseguenza di cancellare di fatto la libertà di scelta dei consumatori europei e concentrare il mercato delle sementi a vantaggio di poche multinazionali del settore, Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta, Kws, Limagrain e Basf, che vedranno crescere ulteriormente i loro profitti. Grazie al voto del Parlamento europeo potranno persino perseguire legalmente agricoltori e piccoli produttori di sementi per violazione di brevetto, invertendo così l’onore della prova che d’ora in avanti ricadrà su chi subisce la contaminazione.Stanno mercificando la vita riducendo i semi a mera proprietà intellettuale brevettata. Spacciandola per soluzione. Per questo motivo, da tempo, decine di organizzazioni italiane impegnate a difendere agricoltura, biodiversità, sovranità alimentare e diritti dei consumatori italiani avevano denunciato i rischi della proposta di Regolamento. Perché Ogm e Ngt sono soluzioni temporanee che creano ulteriore vulnerabilità nel mondo agricolo e in quello alimentare, come spiega da tempo la scienza. L’uniformità non ci migliora geneticamente, anzi. Solo a una maggiore diversità corrispondono una maggiore produttività e una maggiore resilienza per adattarsi meglio alle conseguenze della crisi climatica. Per questo la politica dovrebbe favorire l’agroecologia e i sistemi di semi gestiti con le comunità. Invece, la propaganda meloniana con in testa la Coldiretti applaude al voto del Pe per quelle che definisce “Tecniche di evoluzione assistita”, pensando di mascherare con un gioco di parole gli effetti devastanti per agricoltori, territori e famiglie italiane. Evidentemente, aumentare la dipendenza dei nostri agricoltori e ridurre l’autonomia delle aziende agricole italiane è la loro idea di sovranità e innovazione.Grazie al voto entusiasta delle destre per eliminare etichettature e tracciabilità cittadini e agricoltori hanno perso il diritto di scegliere il cibo che vogliono mangiare, coltivare e acquistare. I profitti vanno ai privati, i costi, i rischi e la riduzione delle libertà sono a carico della collettività e del pubblico.Dobbiamo batterci per ristabilire il principio di precauzione e bloccare i brevetti su piante e prodotti da selezione convenzionale e su piante e prodotti Ngt. La posta in gioco è la democrazia. Facciamo Eco!