Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPsicologi senza equo compenso. Nonostante la legge 49/2023, in vigore ormai da tre anni, in Italia continuano a esserci bandi pubblici che non rispettano la normativa, arrivando a pagare i professionisti anche 16 euro lordi l’ora, per prestazioni che ne varrebbero almeno 60.

A lanciare l’allarme è l’Aupi (Associazione unitaria psicologi italiani), che ha avviato un'iniziativa nazionale di monitoraggio e segnalazione, con verifiche sui bandi regionali e l'intenzione di chiamare in causa gli ordini professionali ogni volta che emergeranno possibili violazioni della legge.

I nuovi bonus assunzioniChi e come può accedere al tris di agevolazioni (giovani, donne e Zes) previsto dal decreto 1° maggioI compensi nei bandi pubblici e l'aumento dei costi previdenziali

Il monitoraggio è appena iniziato, ma i bandi analizzati finora prevedono compensi tra i 25 e i 40 euro lordi l'ora. Si arriva, come detto, a 16 euro, a fronte di un giusto onorario che dovrebbe attestarsi attorno ai 60 euro.

A rendere ancora più critica la situazione è anche l'aumento della contribuzione previdenziale per i liberi professionisti, passata dal 10 al 20 per cento. «L'equo compenso non è una concessione e non può essere trattato come una formula astratta buona solo nei convegni», afferma il segretario generale Aupi, Ivan Iacob. «È una norma dello Stato e deve essere applicata. Continuare a pubblicare bandi con compensi non adeguati significa svilire il lavoro degli psicologi e indebolire la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini».