L’anno scorso, per il Bonus Psicologo, sono arrivate oltre 400.000 domande all’Inps. Solo 3.325 persone hanno potuto ottenerlo: meno dell’1%. Non per mancanza di necessità, ma per mancanza di fondi. Quest’anno le risorse sono 9,5 milioni di euro.
Facendo due conti, significa che, a contributo massimo di 1.500 euro a persona, potranno beneficiarne circa 6.300 cittadini. Se le richieste saranno anche solo pari a quelle del 2024, la stragrande maggioranza resterà fuori. E qui sta il nodo: la salute mentale non è un “bonus” come quello per rifare il tetto o cambiare gli infissi. Non è un incentivo straordinario che si esaurisce a metà mese lasciando centinaia di migliaia di cittadini in lista d’attesa.
Un diritto per tutti
È un diritto, e come tale dovrebbe essere trattato. I numeri ci raccontano un bisogno gigantesco e strutturale: in Italia il 28% della popolazione soffre di disturbi mentali, oltre 16 milioni di persone e ogni giorno circa 1.571 persone si recano in pronto soccorso per problemi di salute mentale. Tra i giovani, 1 minore su 5 presenta un disturbo psicologico e negli ultimi dieci anni gli accessi in pronto soccorso pediatrico per motivi psichiatrici sono aumentati del 500%.













