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Ultimo aggiornamento: 6:33

di Francesca Pelizzoni

Se parliamo di psicologi pensiamo tutti all’ascolto, all’empatia e alla cura della salute mentale, ma da psicologa vi posso dire che tra colleghi non funziona sempre così. La categoria rispecchia la società e attualmente è in corso un movimento da parte di un organo elettivo che sta proponendo una riforma previdenziale nel chiuso delle stanze Enpap.

L’Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Psicologi ha eletto la sua nuova rappresentanza nel marzo 2025 e rappresenta una categoria professionale eccessivamente numerosa, economicamente fragile, in larga parte libero professionale e in maggioranza femminile con un gender gap retributivo di circa il 30%. L’Ente saluta la presidenza decennale di Felice Torricelli e accoglie la nuova presidenza di Federico Conte, il quale nel comunicato stampa dopo la sua nomina nel maggio 2025 dichiara: “Implementare ulteriormente il rendimento dei nostri investimenti e incentivare il risparmio previdenziale sono gli unici modi per vincere la sfida principale di ogni istituto di previdenza: garantire pensioni appropriate e dignitose”. Quindi non ci si aspetta certo, da queste parole, che l’intento sia di obbligare all’aumento del “risparmio previdenziale”. E invece no, si lavora alacremente a tutti i livelli per arrivare all’obbligo di aumento della contribuzione senza che nessuna informazione circoli.