di Marco Patricellimercoledì 1 luglio 20263' di letturaUfficialmente e costituzionalmente arbitri super partes della storia della nazione italiana, politici sì ma guai a dire partitici nonostante militanze di bandiera o simpatie sotto traccia, i presidenti della Repubblica possono essere tutto tranne che di centrodestra.L’ultimo tabù, più resistente del Muro di Berlino e meno permeabile della breccia di Porta Pia, come sottolineato da Giorgia Meloni. Una novità del genere sarebbe peraltro anche la riprova di una democrazia matura, senza veti e senza timori, eppure la cifra narrativa di ottanta anni di Repubblica è stata nel senso della continuità di orientamento, con la tollerabilità appena sussurrata per due sole figure di capi dello Stato: Giovanni Leone e Francesco Cossiga, ambedue abbastanza distanti da simpatie di sinistra, ambedue protagonisti di stagioni travagliate anche per la riottosità all’allineamento. Il primo, napoletano, penalista e docente universitario, cattolico e democristiano, nonché allievo di Enrico De Nicola, salì al Quirinale come successore di del segretario del Psdi Giuseppe Saragat la vigilia di Natale del 1971. Ci vollero ben 23 scrutini, e assai probabilmente scontò la sua proverbiale ritrosia a parteggiare o ad aderire alle correnti del suo stesso partito che già nel 1962 l’aveva “bruciato”.Michele Serra, "vogliono un fascista al Quirinale": l'ultimo delirio rossoQuando a sinistra partono i lamenti indignati e terrificati, la prima rubrica da leggere per chiarire il tenore della si...I SOSPETTI
Quirinale, da Leone a Cossiga: i presidenti "eretici" che hanno fatto impazzire la sinistra | Libero Quotidiano.it
Ufficialmente e costituzionalmente arbitri super partes della storia della nazione italiana, politici sì ma guai a dire partitici no...













