| 1 Luglio 2026 22:01 |
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(Adnkronos) – “Sono arrivati alle 3 del mattino, tutti in borghese. Parcheggiato sulla strada un furgone a nove posti dove avrebbero dovuto farmi salire. Il mio padrone di casa, che è un ex militare, si è però imposto e dopo una trattativa è riuscito a convincere gli agenti che sarebbe stato lui ad accompagnarci”. Inizia così il drammatico racconto di Nessy Guerra all’Adnkronos. La 27enne ligure è stata prelevata la scorsa notte insieme alla sua bambina di 3 anni e portata in caserma a Il Cairo. Inizialmente le è stato detto che si trattava di un ordine della procura che avrebbe disposto l’accompagnamento coatto della donna e della figlia per permettere all’ex marito di Nessy, Tamer Hamouda, di vedere la figlia, ma Nessy ha presto capito che si trattava di un pretesto.
“Non esiste nessun documento che attesti il fatto che il mio ex debba vedere la bambina – racconta Nessy, difesa in Italia dall’avvocata Agata Armanetti -, nel 2024 è stata affidata a mia madre, ora siamo in attesa della sentenza di appello che potrebbe ribaltare il verdetto in primo grado e affidarla alla madre del mio ex, ma fino ad allora è affidata a mia madre”. La 27enne e la figlia sono state ore in caserma, “mia figlia provava a dormire tra le urla dei detenuti. Ci hanno chiuse in uno stanzino per tre ore, hanno fotografato la bambina senza darmi una spiegazione sul perché. Poi mi hanno detto che il mio ex stava per arrivare, ma sapevo che non era vero”.












