La polizia egiziana l'ha prelevata nella notte. L'avvocata: "Un escamotage per arrestarla". Poi l'intervento del ministro per liberarla
Screen "Chi l'ha visto?"
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La polizia egiziana si è recata nella notte a casa di Nessy Guerra, l'italiana costretta in Egitto con la figlia perché coinvolta in un caso giudiziario con il marito egiziano, e l'ha condotta in una stazione di polizia dove attualmente la donna è assistita dall'ambasciatore italiano al Cairo Agostino Palese e dalla console.La notizia, anticipata sui social da 'Chi l'ha viso', viene confermata da fonti che seguono la vicenda che, si fa notare, è attualmente in evoluzione e sarebbe legata alla richiesta di un giudice egiziano di far vedere la piccola al padre, a sua volta coinvolto anche in un altro caso giudiziario. L'affidamento della minore, si legge in una nota della Farnesina, è il punto centrale di una lunga contesa con l'ex marito, che a sua volta è stato condannato in Italia per vari reati e di recente è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per le minacce al Console italiano a Hurghada. INessy Guerra "è stata prelevata alle 3 di notte insieme alla bambina su ordine della procura per permettere al padre, Tamer Hamouda, di vederla". Lo ha detto l'avvocata Agata Armanetti, legale di Guerra, a Sky Tg24. "L'ordine della procura - ha detto Armanetti - non può essere eseguito perché non c'è una sentenza che dispone l'affido o la custodia, né il diritto di visita. Quello che noi temiamo è che sia un escamotage per arrestare Nessy e mandarla in carcere". "L'ho sentita fino a pochi minuti fa al telefono - prosegue l'avvocata -. In questo momento è su un divano in una stanza e stanno aspettando che arrivi lui. Mi chiedo come si possa permettere che a un pazzo pluripregiudicato possa essere concesso di vedere la figlia e che venga trattata così una donna vittima di violenza - ha concluso -. Voglio sapere dove finisce la convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e quando iniziano i diritti delle persone".










