Giuseppe Gambula, di professione chirurgo oncologo, a rinunciare ad una partita di calcio non ci pensa proprio. La sua storia è quella di un uomo che ha saputo conciliare due grandi passioni: la medicina e il pallone. E non ha ancora intenzione di smettere. «Tra qualche settimana faccio un piccolo intervento al ginocchio, ma già a settembre conto di riprendere a giocare».
Gambula, che oggi delizia i palati più fini nei tornei amatoriali, inizia la sua carriera nella categoria giovanissimi della Ferrini Quartu. Il ragazzo è dotato di un gran tiro, visione di gioco e carattere: le società più importanti del cagliaritano puntano su di lui, ma ad aggiudicarselo è l'Atletico Cagliari di mister Bernardo Mereu.
Le lunghe trasferte, le intere giornate di allenamenti e i ritiri mettono presto in discussione la vera vocazione del giovane quartese: la laurea in medicina. Una scelta si impone. «Per conciliare utile e dilettevole ho preferito ridimensionarmi e accasarmi in una squadra vicino al mio posto di lavoro, il Nora Nuraminis».
Quindici anni al Nora Nuraminis: una scelta di vita. Quella che doveva essere una parentesi di breve durata diventa una scelta di vita lunga quindici anni. Un periodo ricco di gioie e ricordi indelebili.«Ho dei bellissimi ricordi di quegli anni. Uno su tutti: il gol del 4 a 3 contro il Monastir in una partita storicamente sentitissima».






