Dalle promozioni con l’Empoli e la Salernitana ai rapporti con Spalletti e Delio Rossi, passando per i caffè diventati leggenda e le notti trascorse in ospedale ad aiutare gli altri. Daniele Balli si racconta a Fanpage.it tra calcio, vita, valori e aneddoti di una carriera vissuta sempre a modo suo.

Daniele Balli con la maglia della Salernitana.

C'è chi ricorda Daniele Balli per le parate decisive, chi per le tre promozioni conquistate in tre anni e chi, sorridendo, per quei famosi caffè che accompagnavano ogni giornata di gara. Ma dietro il portiere che ha difeso le porte di Empoli e Salernitana c'è molto di più. C'è un uomo che ama il contatto umano, che ancora oggi si divide tra famiglia, giardinaggio e sport, e che non ha mai dimenticato le lezioni ricevute lungo il suo percorso.

A Fanpage.it Balli ripercorre le tappe più importanti della sua carriera: gli inizi nel settore giovanile dell'Empoli, la svolta arrivata con Luciano Spalletti, l'esperienza indimenticabile di Salerno con Delio Rossi e la scoperta di cosa significhi davvero giocare in Serie A. Ma racconta anche episodi meno noti, come le visite notturne all'ospedale di Fucecchio dopo le partite, il rapporto con i tifosi e la sua idea di calcio e di vita. Un viaggio sincero tra ricordi, passioni e valori che ancora oggi guidano uno dei portieri più amati della sua generazione. Cosa fa oggi Daniele Balli, come trascorre le sue giornate? "Mi piace stare a contatto con le persone e fare lavori all'aria aperta. Mi occupo anche di giardinaggio: è una passione che mi ha trasmesso mio padre, che era giardiniere. Mi rilassa, mi diverte e mi permette di stare in mezzo alla gente. Io ho sempre avuto bisogno del contatto umano, altrimenti muoio".