Genova – David Balleri ora è nello staff tecnico del Celle Varazze che si è appena salvato in Serie D, ma dal '95 al '99 ha arato la fascia destra con la maglia della Sampdoria, sudata per 133 volte fra Serie A, Coppa Italia, Intertoto e Coppa Uefa. «Quattro stagioni che mi hanno fatto crescere a livello calcistico Ho giocato insieme a campioni e ho avuto grandi allenatori. Furono anni fondamentali per il prosieguo della mia carriera. La prima stagione è stata importantissima. All'inizio ho fatto fatica, poi sono cresciuto e ho fatto 4 gol a squadre importanti come Juve e Lazio. Ma, con alti e bassi, sono stati tutti anni positivi». Tutti tranne forse l'ultimo. Concluso con la retrocessione del '99. «Sì, ma ci dettero un rigore contro a Bologna che, se ai tempi ci fosse stato il Var, sarebbe risultato inesistente. Se non perdiamo lì, ci salviamo alla grande. L'unico rammarico è quello, perché eravamo forti. Abbiamo avuto problemi con Montella infortunato, non trovavamo la quadra e quando l'abbiamo trovata era troppo tardi». In quell'annata fu compagno di Pecchia, che oggi è uno dei candidati alla panchina doriana. Come se lo ricorda? «Grande professionista, grande persona. Un amico e un bravo giocatore. Da allenatore è molto preparato. Già l'anno scorso io avrei investito su di lui. Al Doria lo vedo bene, è inutile scommettere su un giovane. Meglio prendere uno affermato come Fabio e fargli una squadra per la Serie A. Anche perché la Samp, con la tifoseria e la storia che ha dietro, non può permettersi altri anni di B». Lei ha giocato anche con Roberto Mancini, padre di Andrea, appena separatosi dalla Samp insieme a un altro suo ex compagno, Invernizzi. Come ha accolto la decisione da parte del club di allontanarli? «Non capisco questo modo di fare, sbarazzarsi di gente che conosce bene l'ambiente, che ama la Samp, che ha fatto molto bene come Andrea o era un punto di riferimento come Gianni, per poi sostituirli con persone che non conoscono la storia e non conoscono il mercato della Serie B, come il nuovo direttore sportivo, che è una scommessa. E se tutti gli anni c'è una scommessa, bisogna che qualcuno si faccia un esame di coscienza». Lo scorso 6 giugno, insieme a ex Samp come Mannini, Flachi, Volpi, Bazzani, Conte, Bonetti, Ziegler e molti altri ancora, era ospite alla festa degli Ultras Tito Cucchiaroni, al Ferraris. Che serata è stata? «Un'esperienza bellissima, che avevo già fatto due anni fa e rifarei tutte le volte. Primo per l'attaccamento che si percepisce: i tifosi del Doria in questo senso sono unici, fanno cose che gli altri non fanno. Poi perché mi fa piacere rivedere persone con cui ho giocato, insieme oppure contro. Anche con loro commentavamo la situazione attuale del club e... insomma, c'è un po' di sconforto per queste ultime scelte della dirigenza».
Balleri vota Pecchia per la panchina della Samp: “Serve un tecnico affermato come lui”
L’ex terzino: “Il Doria non può permettersi altri anni di B, ma se ogni anno c’è una scommessa qualcuno deve farsi un esame di coscienza”
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