L’area industriale dismessa dell’ex Safau trasformata in una piazza dello spaccio della droga attivo giorno e notte, con vedette, ruoli definiti e un flusso costante di clienti in arrivo da tutta la regione. È il quadro ricostruito dai Carabinieri nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 15 misure cautelari in carcere a Udine.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste, il giro di spaccio avrebbe potuto fruttare tra i 10mila e i 20mila euro al giorno. Numeri che, per gli investigatori, restituiscono la dimensione dell’attività illecita organizzata nei pressi di Borgo Stazione, una delle zone più sensibili del capoluogo friulano.

La fabbrica abbandonata diventata supermarket della droga

Al centro dell’inchiesta c’è la vasta area industriale dismessa dell’ex Safau, estesa per circa 72mila metri quadrati, poco distante dal quartiere udinese. Secondo la ricostruzione dei militari, quello spazio sarebbe stato trasformato in una vera e propria piazza di spaccio aperta 24 ore su 24.All’interno dell’area, presidiata da vedette, si sarebbe concentrato un continuo via vai di assuntori, soprattutto alla ricerca di cocaina e hashish. I clienti, stando a quanto accertato, non arrivavano soltanto da Udine, ma da diverse zone del Friuli Venezia Giulia.Le segnalazioni dei residenti di Borgo Stazione, preoccupati per i movimenti sospetti e per la presenza di attività di spaccio nella zona, hanno rappresentato uno dei punti di partenza dell’attività investigativa avviata alla fine del 2024 dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Udine.