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Legali a lavoro per ridimensionare le misure cautelari che hanno generato un vero e proprio terremoto all'interno della piazza dello spaccio delle sostanze stupefacenti. Le prove dello svolgimento di un'attività sistematica e continuativa di cessione di sostanze droganti dimostra, difatti, un periodo temporale in cui i pusher hanno raggiunto una parte consistente di giovani della città, tutti monitorati attraverso servizi di intercettazione degli investigatori della Polizia di Stato. Preoccupante, in una conversazione intercettata, lo stato di consapevolezza dei danni cagionati a molti giovanissimi e la ragione che taluni pusher esprimevano per provare a risanare la loro esile coscienza. La volontà di salvare la “faccia” emerge in una discussione telefonica del seguente tenore: «Chè la deve smettere... La deve smettere di fare tutto... di spacciare... di andare prendendo “panette”... deve smettere tutto... perché Castrovillari si deve pulire... Chè qua sono ragazzini che lui la va dando, a tredici o quattordici anni, gli va dando il coso... il “dry”, questo e quell'altro... la deve smettere questa cosa qua... il paese si deve pulire, chè questi ragazzini sono tutti rovinati, sono...». Difficile dire se le conversazioni rappresentavano momenti di pentimento o dissimulazioni.