| 1 Luglio 2026 18:02 |
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(Adnkronos) – Per contrastare la crisi climatica, ridurre la dipendenza dall’estero e il costo della bolletta, e al tempo stesso fronteggiare la ‘cooling poverty’, la Penisola deve accelerare su rinnovabili, accumuli e reti. A chiederlo al governo è il 44% dei cittadini secondo i quali l’esecutivo deve incentivare la produzione e l’impiego delle fonti pulite (è la risposta più caldeggiata dal campione), mentre il 69% si dichiara favorevole ad avere impianti eolici o fotovoltaici nelle vicinanze: in particolare il 38% dice che li accetterebbe entro i 10 km da casa, e il 31% li accoglierebbe entro i 50 km di distanza. È quanto emerge in sintesi dal nuovo sondaggio Ipsos ‘Rigenerare il futuro’ realizzato per la XIII edizione dell”Ecoforum nazionale sull’economia circolare’ di Legambiente, Kyoto Club, Nuova Ecologia e presentato oggi a Roma.
Sul fronte delle azioni politiche, serve un lavoro corale e di squadra da parte di governo e amministrazioni locali: quest’ultime per il 35% degli intervistati devono snellire i processi autorizzativi. Bocciata, invece, la politica energetica pro fossili e nucleare del governo. Per il 65% del campione l’Italia paga lo scotto di una forte dipendenza dal petrolio e dalle fonti fossili. Sui potenziali benefici del nucleare, per oltre il 50% degli intervistati l’atomo non porterà benefici immediati ma proiettati a lungo termine (tra i 10 e i 20 anni) non rispondendo così alle urgenze del presente per famiglie e imprese. Inoltre, la stragrande maggioranza del campione (66%), conferma di non volere centrali: il 32% non le vuole per niente, mentre il 34% le vuole oltre i 100 km di distanza.










