In occasione della tredicesima edizione dell’Ecoforum nazionale sull’economia circolare, promosso da Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club, è emerso un quadro estremamente chiaro sulla volontà dei cittadini italiani in merito al futuro energetico del Paese. Al centro del dibattito, svoltosi a Roma in concomitanza con la cruciale scadenza del Pnrr fissata al 30 giugno, sono stati analizzati i dati di un nuovo sondaggio Ipsos intitolato "Rigenerare il futuro" (consultabile nel Pdf allegato alla fine di questo articolo). Questa indagine ha svelato l'esistenza di una netta e solida maggioranza di italiani che chiede a gran voce un'accelerazione decisa sulla transizione ecologica, smentendo la narrativa comune di una forte resistenza locale e superando la storica diffidenza legata alla cosiddetta sindrome Nimby ("Not In My Back Yard", ovvero "non nel mio giardino"), grazie a un forte desiderio di indipendenza energetica dai mercati esteri.
I dati emersi dalla rilevazione Ipsos in luce come il 44% degli intervistati indichi l'incentivazione delle fonti pulite come l'azione prioritaria che l'Esecutivo dovrebbe mettere in campo per contrastare in modo strutturale la crisi climatica e l'insostenibile caro bollette. Un dato ancora più eclatante riguarda il fatto che ben il 69% dei cittadini si dichiara pienamente favorevole a ospitare parchi eolici o impianti fotovoltaici nelle immediate vicinanze della propria abitazione. Di contro, la politica energetica dell'attuale Governo viene bocciata dal 65% del campione a causa della sua eccessiva dipendenza dalle fonti fossili. Sui potenziali benefici del nucleare, poi, er oltre il 50% degli intervistati l’atomo non porterà benefici immediati ma proiettati a lungo termine (tra i 10 e i 20 anni) non rispondendo così alle urgenze del presente per famiglie e imprese. Inoltre, la stragrande maggioranza del campione (66%), conferma di non volere centrali: il 32% non le vuole per niente, mentre il 34% le vuole oltre i 100 km di distanza.






