di
Salvatore Riggio
Il trequartista, 19 anni, è reduce da una grandissima stagione con il Catanzaro, con cui ha sfiorato la promozione in serie A. Il Milan non ci ha creduto e lui gli ha preferito Fabregas
Dal tatami di judo alle luci d’Europa, con il pallone sempre incollato al mancino e un destino che oggi corre più forte dei rimpianti di chi lo ha lasciato andare. La parabola di Mattia Liberali, trequartista, è la fotografia più bella di un talento che non hanno saputo aspettare. Solo due anni fa era un 17enne che si divideva tra i banchi del liceo sportivo, i sogni di una futura carriera da giornalista e le prime, folgoranti apparizioni a San Siro con la maglia del Milan con Paulo Fonseca in panchina. Oggi quel ragazzo è diventato una splendida realtà del nostro calcio, un numero dieci vero che sta trascinando l’Italia Under 19 agli Europei di categoria (dopo aver vinto quelli Under 17 nel giugno 2024 con Camarda), accendendo la fantasia delle più grandi squadre italiane. Alla fine l'ha spuntata il Como, che ha avuto la meglio su Juventus e Milan.
Il presente racconta di un debutto europeo importante: una maglia azzurra sulle spalle, la freddezza di chi ha il destino tra i piedi e quel calcio di rigore trasformato contro la Serbia che ha spalancato le porte al cammino dell’Italia. È la conferma di una crescita esponenziale, maturata lontano dai riflettori della Madonnina ma sotto il cielo caldo della Calabria. A Catanzaro ha vissuto una stagione da protagonista assoluto, crescendo a vista d’occhio e dimostrando che quel paragone precoce con Phil Foden non era affatto un’esagerazione. E proprio adesso che l’Europa calcistica lo ammira, il mercato ha iniziato a muoversi freneticamente intorno a lui.













