Nel caldo africano romano già girano i nomi di una squadra di Giorgia Meloni nell’ipotesi (per adesso ancora remota, ma presto chissà) di un’ascesa al Quirinale. Il posto più ambito è quello ora nelle mani di Giovanni Grasso, cioè la comunicazione: tutti scommettono su un nome, quello di Nicola Porro, dato che è lui ad aver fornito l’assist della dichiarazione meloniana sul tabù del presidente di centrodestra al Colle. Anche se, spifferano i soliti bene informati, «vuoi che un incarico del genere possa sfuggire a uno come Gennaro Sangiuliano? È capace di fare fuoco e fiamme pur di tornare a Roma con un ruolo quirinalizio». Altri puntano su Tommaso Cerno e Daniele Capezzone. La carica di consigliere culturale era perfetta per Pietrangelo Buttafuoco, ma dopo quello che è successo a Venezia con il padiglione della Russia la questione si è fatta più complicata. E anche qui, allora, riappare il nome di Sangiuliano. Consigliere del presidente, dove ora c’è Ugo Zampetti? Alfredo Mantovano. Ma l’elenco è lungo e rimane nell’ambito della fantapolitica. Per ora.
Di Pietro sindaco a Milano? E alla Consob…
Antonio Di Pietro candidato a sindaco di Milano? Se a Matteo Salvini piacerebbe vedere Giuseppe Cruciani al posto di Beppe Sala (anche perché farebbe contento il capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo, visto che il fratello “Champagne” è uno dei protagonisti della trasmissione radiofonica La zanzara), ecco che nel capoluogo lombardo “tendenza Santanchè” scatta l’operazione Di Pietro. Tonino si era speso tanto nella battaglia referendaria, miseramente persa, e ora qualcuno vuole rimetterlo in campo.













